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    Ferrari Challenge: domani sera gara 3 a Austin

    Manca pochissimo alla terza tappa del Ferrari Challenge, che si correrà sul tracciato di Circuit of the Americas, new entry di project cars 2 e tappa inedita per i piloti di Racing Network.

    Il circuito, costruito appositamente per ospitare la Formula 1, è stato progettato dall’architetto tedesco Hermann Tilke si percorre in senso antiorario e presenta venti curve, per lo più ispirate ai tratti più spettacolari di altri tracciati.

    La prima sfida si incontra già alla prima curva, in salita come il tornante in Austria prima della chicane Hella-Licht. Solo che, rispetto al Red Bull Ring, questa è più stretta e a sinistra. Dopo un passaggio in discesa non troppo dissimile dalla S di Senna a Interlagos, si arriva alla combinazione che va dalla 4 alla 6, detta The Snake, dove le qualità dei piloti possono fare la differenza. È una successione di curve veloci che ricordano da vicino la Maggots, la Becketts e la Chapel, il tratto più affascinante dello storico tracciato di Silverstone. Se sul circuito che ha visto nascere la Formula 1, però, la Chapel sbuca in un rettilineo, a Austin dopo la T6 inizia una serie di tre curve lente che segnano l’inizio del secondo settore, pensate per rallentare la velocità in vista della curva 10.

    Questo è uno dei pochi passaggi del tracciato che non hanno riferimenti in altre piste del Mondiale. È una curva cieca, in salita, con il punto di corda prima dell’apice. Da qui inizia un breve rettilineo in discesa che rende particolarmente insidiosa la frenata alla 11. Dopo la prima curva, è questa la frenata più impegnativa per i piloti. All’uscita della curva inizia un lunghissimo rettilineo in falsopiano, da 1,2 chilometri, che segna l’inizio del terzo settore.

    Terzo settore che ha l’ambizione di creare un tratto veloce come il motorhome del vecchio Hockenheim: a questo si ispirano, infatti, le curve dalla 12, staccata cruciale in fondo al rettilineo, alla 14, dopo una doppia a destra. Sono un po’ più lente del corrispettivo modello tedesco ma in questo modo i tifosi sulle tribune possono ammirare i piloti per qualche secondo in più.

    Dalla Germania, poi, i piloti idealmente si spostano rapidamente in Turchia, già a partire dalla doppia a sinistra che marca il confine con il tratto conclusivo della pista. L’ultimo settore è scandito solo da quattro curve ma la 17 e la 18 si possono pensare come un unico curvone a destra, leggermente in discesa e più veloce dell’omologa curva 8 di Istanbul. La 19, molto particolare e a sinistra, e la 20, più facile, consentono di provare gli ultimi attacchi prima del rettilineo di arrivo.

    Visto il circuito e conoscendo i piloti che scendono in pista c’è da aspettarsi quattro race infuocate, per questo come al solito: Stay tuned!